Fondazione Tito Balestra: Il Giocoliere
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06.12.2011

Il Giocoliere

Un racconto di Tinin Mantegazza e quindici inchiostri di Ilario Fioravanti. Edizioni Fondazione Tito Balestra Onlus.

Vioris De Bois è un adolescente che alla morte del nonno Iglis, oramai senza più casa elegami, decide cosa fare della propria vita. Dal nonno aveva imparato la giocoleria ealcuni esercizi acrobatici, per il resto tutto era andato in fumo, infatti, com’è nellatradizione sinta, tutto ciò che apparteneva al vecchio circense era stato dato al rogo,perché conservarne gli oggetti dopo la morte, nel credo zingaro, avrebbe portato male.Così inizia il viaggio del giovane Vioris: una ricerca, attraverso varie avventure eperipezie, del suo percorso nella vita.

 

Questo libro non è solo un affascinante racconto dell’esistenza di una persona, ma ancheuna testimonianza di un mondo di cui, spesso, si è abituati a considerarne solo l’abito,senza conoscerne gli aspetti intrinseci.

Nel Giocoliere, il racconto di Tinin Mantegazza e le incantevoli illustrazioni di IlarioFioravanti riescono a donarci un momento di autentica poesia. Gli inchiostri sono statirealizzati nel maggio 2010 per l’edizione limitata in quindici esemplari del volume Le maninella creta. I mondi di Ilario Fioravanti di Vittorino Andreoli Fondazione Tito BalestraOnlus, 2010.

 

Il libro avvia la nuova collana “Officine parallele”, a cura di Flaminio Balestra e MassimoBalestra, dedicata al sodalizio fra parole e immagini e, in modo particolare, all’incontro dichi, seppure con peculiarità e visioni diverse, condivide un amore o un tratto di tragitto comune.

 

Tinin Mantegazza è nato a Varazze (SV) nel 1931, ha iniziato prestissimo a disegnare, attratto in particolare dagli illustratori del Corriere dei Piccoli: i Tofano, i Rubino, i Manca, i Bisi. Proprio sul Corriere, nel 1950, su invito del direttore Giovanni Mosca, pubblica le sue prime illustrazioni.

Nel corso degli anni Quaranta, la corrente grafica di gusto surrealista, aveva alquanto inciso sulla formazione del giovane nell’ambiente artistico milanese, agitato – come altri della sua generazione – dalla potente ventata picassiana. Nel 1952 espone una serie di disegni alla San Fedele di Milano, galleria che lo vedrà successivamente attivo come segretario. In questo periodo, stringe amicizia con vari artisti dell’ambiente milanese, come Romagnoni, Guerreschi, Ceretti. Nel ’53, con Sergio D’Angelo, Nando Pierluca, Enrico Baj, Joe Colombo, realizza la decorazione del locale esistenzialista Santa Tecla di Milano. Sempre a Milano, nel 1957 (anno d’inizio della sua attività giornalistica, come illustratore del quotidiano La Notte), suoi disegni figurano alla Galleria Blu, accanto alle opere di Bruno Munari, Alberto Longoni, Fabio Massimo Solari. Due anni più tardi apre una piccola, ma vivace galleria (La Muffola), dove espongono pittori, ceramisti, disegnatori e si esibiscono giovani attori e cantanti come Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Maria Monti, Paolo Poli, Bruno Lauzi, Cochi e Renato. Nel 1962 inizia, con la moglie Velia, un lungo percorso artistico nel mondo del teatro d’animazione. Saranno più di duemila i pupazzi ideati e costruiti per spettacoli teatrali e televisivi. Nel ’64, intanto, fonda a Milano il Cab ’64 cimentandosi anche come autore ed attore, scenografo e costumista. Da queste attività è assorbito durante tutti gli anni Settanta (fonda la cooperativa teatrale Il Buratto e dirige il Teatro Verdi di Milano), ma non abbandona la pratica pittorica come dimostra il ciclo politico di Mandati, mandanti e sottomessi, esposto alla galleria Il Dibattito nel ’74. I successivi, numerosi impegni giornalistici e televisivi (nell’85 inventa e realizza il pupazzo Dodò, protagonista della trasmissione Rai per bambini “L’albero azzurro”, di cui è tra i progettisti e soggettisti; nell’89 inizia la collaborazione con Enzo Biagi) non lo distolgono dalla pittura. Durante i suoi frequenti soggiorni a Cesenatico si dedica ad una ricerca squisitamente “estetica” sulle luci e sui colori marini. Da questa insistita indagine scaturiscono alcune grandi imprese decorative, c ome quelle del ’96-’98 al ristorante La Buca di Cesenatico. Tredici Orizzonti di mare sono esposti nel maggio ’99 nei saloni del Casinò di San Pellegrino Terme in occasione del festival Nazionale della Poesia.