‹‹Hai nuvole mari montagnela polvere delle stagioni (…)››
Tito Balestra, Hai nuvole mari montagne,
da Se hai una montagna di neve tienila all’ombra, Garzanti, 1979.

Castello


Castello di Longiano, foto Viterbo Fotocine

Il castello di Longiano sorge su un poggio a 179 m sul livello del mare, nato come roccaforte militare  contro le incursioni longobarde, dotata di una doppia cinta muraria, cambiò più volte uso e destinazione, trasformandosi prima in residenza nobiliare, poi in sede amministrativa comunale ed infine nell’attuale museo d’arte moderna e contemporanea. Sin dalle origini costitutive la rocca si lega agli eventi storico-militari che caratterizzano questa porzione di Romagna, già citata dalle fonti nel 1059, fu oggetto nei secoli di numerose distruzioni e devastazioni, che le valsero il titolo di “Borgo Incendiato”. Fu in seguito di una di queste, che nel 1295, Giovanni Malatesta, allora signore di Rimini, decise di dotare il borgo di nuovi bastioni (identificabili con l’attuale terrazzo); alla fine del XII secolo risalgono inoltre il mastio e la scala a chiocciola, oggi inglobati nel successivo ampliamento rinascimentale, e la torre civica, chiamata anche campanile per la presenza delle campane pubbliche. Per due secoli il castello rimase proprietà della famiglia Malatesta, la quale lo dotò di due cinte murarie sormontate da camminamenti, di cui oggi rimangono le tre porte d’accesso: del Girone o del Castello, munita di una torretta; della Tagliata, poiché da qui si biforcavano due strade, e del Ponte Levatoio.

 

 
Vasca Veneziana situata nella corte Carlo Malatesta

Carlo, ultimo esponente della famiglia riminese, morì nel 1429 nel castello, e a lui è dedicata ancora oggi la corte della rocca. In seguito alla sua morte, i possedimenti della casata passarono nelle mani dello stato Pontificio, e da questi, nel 1503, in quelle di Cesare Borgia, signore di Cesena. Proprio a causa del mancato giuramento a questi, il borgo venne pesantemente  punito, e alle vessazioni di questo periodo si deve la perdita dell’antico archivio comunale. Tra il 1503 ed il 1506 vi fu un breve intervallo veneziano, al quale risale la costruzione della vasca situata nel cortile, poi completata con un coronamento successivo.

Nel 1519 il Papa Leone X concesse il feudo a Guido Rangone, conte di Modena e già consigliere del re di Francia, con il quale iniziò la trasformazione del castello in residenza, attraverso la perdita delle caratteristiche difensive, l’alleggerimento delle murature e la creazione delle logge nel coronamento superiore. Baldassarre, ultimo discendente della dinastia morto nel 1581, fu l’artefice della decorazione a grottesche del soffitto dello studio sito al primo piano del mastio.

Nel XVI secolo la rocca fu oggetto di opere pubbliche con il posizionamento dell’abaco recante le misure lineari e del  materiale laterizio, e la costituzione del Monte di Pietà nel mastio.

 
Tavola delle misure lineari e del materiale laterizio

Ulteriori modifiche vennero effettuate nel XIX secolo quando l’edificio divenne sede comunale, a quest’epoca si devono l’innalzamento del corpo centrale fra le due torri, la ristrutturazione e la decorazione della sala del Consiglio a opera di Giovanni Canepa e Girolamo Bellani, della sala adiacente, innalzata, privata dei rosoni sul soffitto e dei sedili barocchi delle finestre, e decorata dai medesimi artisti con una cornice recante le effigi dei personaggi locali più insigni.

Agli inizi del XX secolo venne abbassata la torre sud-est portata al livello del terrazzo, e successivamente furono eseguite ristrutturazioni e lavori di ripristino a seguito dei danni bellici (Longiano nel 1944 fu un caposaldo della linea Gotica), di cui fu vittima la torre civica. Ultimo considerevole cambiamento, nel 1989, fu lo spostamento del comune, la cui sede mutò in quella ancora oggi deputata, mentre il castello restaurato aprì al pubblico come galleria di arte moderna e contemporanea.