Venerdì 23 maggio 2025 alle ore 21:00, Massimo Raffaeli e Niccolò Nisivoccia, insieme ai curatori del volume Barbara Menghi Sartorio e Stefano Vitali, presenteranno il libro Il mio canto si perde nelle innumeri voci della notte. Poesie inedite e disperse di Tito Balestra recentemente pubblicato dalla Fondazione Tito Balestra Onlus. Coordinerà la serata il direttore della Fondazione Flaminio Balestra.
Tito Balestra, come lui stesso ha scritto, cominciò a comporre poesie quand’era ancora bambino. Eppure ci ha lasciato solo due libri, che tuttavia, non esauriscono la sua produzione poetica edita poiché ne furono escluse varie poesie comparse su giornali e riviste fra il 1946 e il 1974. Scavando nel suo archivio, è riemerso anche un folto nucleo di componimenti inediti, vergati nella giovinezza oppure redatti prima che lo colpisse la feroce malattia che lo portò alla morte. E insieme ad essi è venuta alla luce la fatica creativa che, fra correzioni, varianti e riscritture, è alla radice dell’opera di Balestra (dalla quarta di copertina del volume).
Massimo Raffaeli scrive su il manifesto, La Stampa e i relativi supplementi letterari, Alias e Tuttolibri. Collabora a numerose riviste (Nuovi Argomenti, Il Caffè Illustrato, Lo Straniero) e ai programmi di Radio3 Rai. Ha curato opere di autori italiani contemporanei e ha tradotto a lungo dal francese. La sua produzione è raccolta in una decina di volumi, fra cui Novecento italiano (Luca Sossella 2001) e Don Chisciotte e le macchine. Scritti su Paolo Volponi (peQuod 2007).
Niccolò Nisivoccia è nato nel 1973 a Milano, dove vive e lavora. Avvocato, scrittore, poeta. Collabora con il Manifesto e con Il Sole 24 Ore. I suoi libri: Sulla fragilità (2019); Variazioni sul vuoto (2020); Quasi una cosmologia (2021); Il silenzio del noi (2022); e, con Adolfo Ceretti, Il diavolo mi accarezza i capelli (2019).
Barbara Menghi Sartorio, formatasi con solidi studi di paleografia e diplomatica, ha maturato una vasta esperienza in ambito archivistico, occupandosi di un’ampia gamma di archivi pubblici e privati che spaziano dal medioevo all’età contemporanea. Dal 2011 è curatrice dell’archivio di Tito e Anna Balestra. di cui ha condotto una raffinata e complessa opera di riordinamento
Stefano Vitali ha percorso una lunga carriera negli archivi di Stato, conclusasi nel 2021 come Sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato. Ha insegnato presso università italiane ed estere e ha all’attivo numerose pubblicazioni di archivistica, storia contemporanea e culture digitali. Attualmente svolge attività di consulenza e ricerca presso varie istituzioni culturali
Ingresso libero e gratuito.
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