Longiano

‹‹Il mio dolce Appennino
dente d’osso e di terra
le mie verdi colline
disegnate a vigneti (…)››

Tito Balestra, Requiescant,
da Se hai una montagna di neve tienila all’ombra, Garzanti, 1979.

Veduta aerea, foto: Comune di Longiano

Longiano (Lunzèn) è un piccolo comune sito fra Cesena e Rimini, sospeso tra l’azzurro del mare e i verdi colli romagnoli, borgo dall’aspetto medioevale che già nel XII secolo era noto per le sue selve. In seguito, il clima, la fertilità del suolo e l’abbondanza d’acqua hanno determinato un’agricoltura fiorente nei declivi più dolci, ove permangono ulivi e vigneti e i più recenti frutteti. Le vicine sorgenti sulfuree delle Felloniche, nel fondovalle del Rubicone, sono dette Fonti Cesaree  scoperte e utilizzate dall’epoca romana.

Nel 1992 ha ottenuto il riconoscimento di “Villaggio Ideale” conferito dalla comunità europea e dalla rivista Airone per l’armonia di cultura, tradizioni, qualità del lavoro, sano tessuto sociale, buona cucina e buoni vini (Sangiovese). Nel 2002 è stato conferito il titolo di “Città” dal presidente della repubblica; tale conferimento riconosce l’importanza del comune di Longiano per i suoi monumenti storici, per l’attività culturale e per le imprese attive nei settori dell’agricoltura, delle industrie commerciali, edilizie e delle attività manifatturiere. Al ruolo trainante della Fondazione Balestra si sommano rilevanti attività e istituzioni culturali, dentro e fuori le mura. 

 
Vista notturna di Longiano, foto: Viterbo Fotocine

All’intero dei bastioni, il Museo del Territorio, creato nel 1986, contiene circa 3000 reperti, oltre a strumenti e suppellettili, una raccolta fotografica dei mestieri tradizionali e dei castelli Malatestiani.

Il Museo della Ghisa inaugurato nel 1998 nell’ex oratorio di Santa Maria delle Lacrime, unisce la conservazione di testimonianze dell’arredo urbano di due secoli allo stimolo della produzione ancora attuale. Contiene alcuni esemplari della Collezione della Fondazione Neri, il cui scopo è di raccontare, e non dimenticare, la storia di un materiale tanto affascinate quanto sconosciuto.

Il Museo d’Arte Sacra, inaugurato ufficialmente il 18 Marzo 1989, è ospitato in uno splendido edificio ecclesiastico, tuttora consacrato. Chi sale i pochi gradini d’accesso non può non rimanere stupito dalla ricchezza ed eleganza della decorazione interna (il riminese Antonio Trentanove ne fu il grande artefice). Gli ornati e gli stucchi amplificano la bellezza delle architetture, incorniciando i vani con un sontuoso repertorio di valve di conchiglie, mascheroni, capitelli, volute intrecciate di fiori, frutta e putti angelici. Esso ospita notevoli opere pittoriche e plastiche, fra i quali una veduta di scorcio del paese opera di Giuseppe Rosi ed il “Compianto sul Cristo”, gruppo scultoreo in terracotta policroma dell’artista Ilario Fioravanti.

Il Teatro Errico Petrella, costruito nel 1870 e restaurato nel 1986, incanta gli spettatori per la sua ottima acustica e ha portato, e continua a portare, a Longiano i migliori artisti. Ultimata l’opera di recupero il teatro ha ripreso a svolgere l’attività che gli è propria in modo particolarmente vivace comprende prosa, comico, cabaret, musica d’autore ecc.

Il Santuario del Santo Crocifisso custodisce il dipinto del Crocifisso, di scuola Giuntesca, a cui è legato una leggenda narrante un prodigio del 1492: una vitella portata in dono ai frati passando ai piedi dell’immagine sacra vi si inginocchiò d’innanzi, rifiutandosi d’alzarsi fino a che il priore del convento la benedì ed ella si rialzò.